edificio

BIBLIOTECA

Progettazione architettonica e coordinamento delle figure specialistiche

Negli ultimi anni in Europa è emersa la tendenza all’accentramento in un’unica sede del “sistema” biblioteca, con sistemi bibliotecari integrati, con interazione di elementi funzionalmente diversi ma interdipendenti. E’ apparsa dunque prioritaria anche per questo progetto la creazione di una sinergia tra materiale cartaceo e digitale, che si valorizzano a vicenda, e contemporaneamente aumentano le potenzialità della biblioteca.

A tale riguardo, si è cercato di portare all’autonomia funzionale i due palazzi principali, nel tentativo di garantire sistemi d’uso differenziati all’interno del corpo unico dell’edificio, permettendogli di vivere anche oltre le ore ordinarie di esercizio, con attività parallele che puntino alla valorizzazione, anche alla scala urbana dell’intero ambito di studio. Considerata la sua centralità, la biblioteca viene pertanto a svolgere un attivo ruolo sociale, oltre che culturale.

La scelta progettuale, la localizzazione e la funzionalità dell’intervento sono in questo caso strettamente interdipendenti: la scelta progettuale recupera e rinnova funzionalmente gli spazi inutilizzati di un organismo edilizio già esistente (Palazzo Andreotti), le cui previsioni d’uso non sono sostanzialmente mutate; viene ampliato il complesso verso il colle del Castello, aumentando in modo considerevole gli spazi destinati a deposito, creandone di nuovi utilizzabili come sale espositive, bar, ristorante, ed integrando il progetto a quello di ristrutturazione e restauro dei giardini storici Loris Fontana e il Colle del Castello e quindi optando per una soluzione armonica e di trascurabile effetto ambientale. In questo modo la biblioteca diventa non più solamente un punto di arrivo, o un punto di sosta, percorribile tra le varie sezioni di interesse, ma anche un luogo di passaggio, attraverso cui poter raggiungere la propria destinazione: la conoscenza e il sapere diventano stimoli per la ricerca di nuove realtà.

La scelta localizzativa deriva dall’opportunità di rinnovare un patrimonio storico e architettonico esistente, garantendo un’agevole e immediata accessibilità d’uso ai servizi della biblioteca. La funzionalità è riconoscibile dal grado di accessibilità ai servizi e dalle specificità degli usi offerti, assicurati dallo scenario progettuale proposto.

I miglioramenti funzionali e localizzativi dei nuovi ambiti bibliotecari sostengono la validità delle scelte progettuali: non solo vi è una minima riduzione dell’area destinata ai vani adibiti ad ufficio, ed un aumento della superficie destinata ai depositi, alla consultazione e agli spazi di servizio, ma anche l’eliminazione degli spazi inutilizzati, che permette lo sfruttamento di tutte le superfici interne ed esterne. Inoltre, per i fruitori del servizio, vi è una ricerca di permeabilità, di immediatezza, ottenuta con l’utilizzo di scaffalature aperte, la possibilità di recupero materiali e opere attraverso ricerche cibernetiche, e una divisione più incisiva e diretta delle varie sezioni (classica, friulana, giovani, anziani etc.).

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  • luogo:

    Udine (UD)

  • committente:

    Comune di Udine

  • attività:

    Ampliamento ed adeguamento normativo, consolidamento strutturale

  • anno:

    2002-2011