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FI-UD-GO

L’intervento proposto riguarda il Pala Aste, i padiglioni, il Pavillion ed il compendio nel suo complesso. E’ rivolto a conferire omogeneità ai percorsi, re-identificare spazi attualmente marginali che devono riacquisire identità e funzione, allineando le differenze tipologiche derivanti dalla stratificazione che ha caratterizzato lo sviluppo dell’impianto fieristico negli anni. L’obiettivo è di cucire gli strappi operati dalle discontinuità di quanto realizzato senza alcun riferimento al genius loci e con componenti architettoniche estranee all’esistente storico. La scelta progettuale ha come principale obiettivo l’integrazione di differenti tipologie di preesistenze: i padiglioni 1-2-3-4-5-8-9, con caratteristiche storiche legate alla produzione industriale di fine ‘800; i padiglioni 6-7 e il Pala Aste caratterizzati da tre distinte peculiarità di stile architettonico. Nella sua complessità l’Ente Fiera è disgregato al suo interno e non permeabile all’esterno. La scelta del concept si è basata su una riflessione complessiva: “Che tipo di messaggio vorremmo dare con la PROPOSTA IDEATIVA all’Ente e alle diverse categorie di fruitori?” L’esame del “Nuovo quadro esigenziale”, e della planimetria generale che indica i diversi interventi, spinge naturalmente a concentrarsi sui singoli temi, siano essi di carattere architettonico che paesaggistico. La proposta è rivolta a creare un nuovo strato architettonico che possa unire, collegare, enfatizzare le architetture storico-industriali con la qualità del patrimonio paesaggistico esistente. Si è inteso rendere meno “spigolose” le architetture che non hanno un dialogo con la storia del luogo, inglobandole e caratterizzandole con un nuovo approccio funzionale ed estetico. Il pattern, la maglia non regolare, la diversa tassellatura del nostro impianto planivolumetrico vuole enfatizzare tutto il valore storico-architettonico del compendio Fiera e, allo stesso tempo, proporre un nuovo atteggiamento nei confronti dell’esistente, un’integrazione che enfatizza le diversità stilistiche e quelle architettoniche. La maglia non regolare crea nuovi collegamenti, ma non vuole uniformare il tutto. Si tratta di un camouflage che evidenzia le differenze ma che le integra sotto l’aspetto spaziale e della diversa qualità nella sua percezione. Il punto di partenza è stato chiedersi se l’unione dei diversi “tipi” architettonici, attraverso il “modus operandi” edilizio “classico”, fosse realmente l’obiettivo da perseguire. Si è cercato di capovolgere la gerarchia del progetto, mettendo al centro il rattoppo e pensando di riqualificare l’esistente con diverse stratigrafie temporanee e funzionali cucite (o ricucite) su di esso.
Un ringraziamento speciale a tutto il team di professionisti: arch.giorgio del fabbro, rg+p Ltd, ing.giandomenico merlo, ing.cristian pavani, arch.riccardo del fabbro, arch.matteo maria lonigro, arch.caterina bigatton, arch.serena bortolussi, arch.silvia bean, arch.beatrice pellos.

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  • luogo:

    Torreano di Martignacco (UD)

  • committente:

    Udine e Gorizia Fiere SpA

  • attività:

    Concorso d'Idee

  • risultato:

    1° Premio

  • anno:

    2017