concorsi di idee

EX STAZIONE CIVIDALE

Riqualificazione dell’area dismessa della vecchia stazione ferroviaria a Cividale del Friuli

Il concorso di idee aveva come intento la riqualificazione e il recupero dal punto di vista urbanistico e architettonico di un più ampio contesto attestato a ridosso del centro storico della città.
La soluzione è delineata all’interno del significato e dei contenuti di una decisa progettazione paesaggistica degli spazi e delle aree interessate, “scivolate” nell’ anonimato dell’obsolescenza in seguito alla loro dismissione e incerta nuova funzione, per consolidarne l’identità.
Vi è una particolare attenzione nel cercare di ricostruire i codici del linguaggio urbano della città di Cividale del Friuli, riaggregando gli spazi di cui si è privata e gli elementi di accoglienza e accessibilità storica (la stazione ferroviaria e la direttrice d’ingresso alla città, entrambe traslate e ora divise, rilocalizzate, staccate) e il suo emblematico contorno di spazi e funzioni.
La proposta ha come obiettivo di riambientare gli spazi della ex stazione ferroviaria e del giardino, ed anche delle superfici di interesse che la nuova viabilità ha “lasciato” come resti; è proposto un insieme di aree pedonali, nuovi spazi a verde e a piazza come allargamento per il centro; pertanto, la città assume nuovi pezzi funzionali ad essa e alle sue valenze, rinnovandosi.
Il processo paesaggistico trova una chiara congruenza in particolare nell’isolato ove insiste l’unico elemento volumetrico del progetto: il museo, l’unico protagonista insieme al verde e alla piazza, e di cui si propone solo il rinnovo del telaio perimetrale.
Al margine nord-ovest un muro di verde abbraccia le superfici organizzate a verde con forma anfiteatrica; rappresenta ed indica il senso di protezione del nuovo contesto urbano più esterno e le sue funzioni, ed è rivestito all’interno con pannelli in metallo microforato, che potranno essere attrezzati con schermi per proiezioni, così come lo spazio antistante con pedane e passerelle per diversi spettacoli all’esterno.
Prioritari sono i diversi elementi di connessione come i filari alberati, il verde a terra, le panchine su pavimentazione di legno e le piste ciclopedonali.
Davanti al palazzo Canussio lo spazio viene completamente aperto alla vista di percorrenza veicolare e, soprattutto, a quella ciclopedonale: si propone la completa demolizione di tutti i fabbricati antistanti e coprenti il palazzo Canussio, fronteggianti la strada. L’insieme, libero ed aperto, viene arredato con filari alberati, macchie e strati di verde a prato, pavimentazioni in pietra e porfido, segni a terra, panchine, illuminazione a muro, a palo, a mezza altezza, scala e ascensore per salire pressoché in fronte al palazzo stesso.
La proposta relativa al giardino ridefinisce e rinnova anche gli angoli e le sue valenze intrinseche, da sempre parte integrante del tessuto urbano. Pertanto, l’idea è funzionale al progetto, rivolgendo l’attenzione al delineare una nuova veste agli spazi, agli angoli e agli scorci interni, alfine di rendere un’oggettiva concessione e fusione di questo “piccolo polmone” a verde con la città, restituendo dignità e valenza. Il disegno architettonico si basa principalmente sui segni originari, introducendone di nuovi, ornati con molteplici elementi di arredo urbano e verde per invitare all’uso frequente e quotidiano.
L’area non viene stravolta e modificata completamente, ma rinnovata con una diversa cromaticità, recuperando e rivalutando – con nuovi elementi – segni e piante di valore che si conservano.
I sentieri d’origine del giardino, curvilinei e sinuosi, e il fabbricato attestato sul confine est vengono riproposti con una “pelle” differente: viene praticato un intervento manutentivo interno ed esterno del fabbricato di servizio per adeguamenti complessivamente funzionali e igienico sanitario, adattandolo ad usi civici e associativi, mascherato da una “quinta metallica” (microforata) curvilinea.
Per quanto riguarda la viabilità veicolare l’obiettivo è stato di evitare (almeno ridurre) invasioni e intersezioni, garantendo i parcheggi ma riducendo gli stalli a vista. Un altro principio perseguito è stato quello di cercare di ridurre al minimo le intersezioni tra gerarchie differenti di mobilità rendendo maggior priorità al movimento di pedoni e cicli.
L’idea di progetto invade pressochè l’intero perimetro indicato per le proposte, con un insieme di sviluppi lineari di pedonalità e altrettanti spazi e superfici più o meno ampi, a forme variegate “rettilinee e curvilinee”, complessivamente attrezzati e connessi, omogenei e funzionali al sistema del verde, anche quello esterno al giardino. Più regolari e rettilinee sono le ciclabilità, alcune definite e complete nel sistema tipologico verde alberato-fascia a prato-pista ciclabile-pedonalità, altre indicate lungo i percorsi ritenuti meno pericolosi, non strutturati ma segnalati, tutte funzionali ai sistemi del verde e della pedonalità in connessione con le zone centrali della città. Assi, tratti veicolari, parcheggi, pedonali, ciclabili, aree a verde, sono rappresentati nella presente tavola con la sintesi cromatica che esplicita la gerarchia di priorità scelta dal progetto. Superfici e sviluppi lineari sono complementati, attrezzati e assistiti da un complesso di elementi di arredo che compone e riempie ogni spazio. In questo modo si restituisce un insieme di scorci e vedute, in cui gli spazi si misurano percorrendoli con le velocità e le priorità proprie, sostando o correndo, incontrando nel silenzio o chiacchierando.

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  • luogo:

    Cividale del Friuli (UD)

  • committente:

    Comune di Cividale del Friuli

  • attività:

    Concorso d'idee

  • anno:

    2013